Dopo Phillip Island avevo una gran voglia di tornare in pista.
In Australia non eravamo riusciti a correre la domenica e, dopo un weekend in cui avevamo dimostrato di essere competitivi, mi era rimasta ancora più voglia di gareggiare.
E poi Sepang è una pista che mi piace.
È un circuito bellissimo, lungo, con delle staccate importanti e delle curve dove bisogna essere precisi. E fa un caldo incredibile, con un’umidità che ti mette davvero alla prova.
Insomma, non è proprio una passeggiata.
Sapevamo che sarebbe stato un weekend impegnativo, ma volevamo continuare il lavoro fatto nelle ultime gare e cercare di essere ancora una volta davanti.
Venerdì siamo partiti bene.
Secondo nelle FP1 e sesto nelle Practice, entrando direttamente in Q2.
Rispetto allo scorso anno, quando qui avevamo faticato parecchio, le sensazioni erano decisamente migliori. Mi trovavo bene sulla moto, soprattutto sul passo gara, anche se c’erano ancora alcune cose da sistemare. In particolare sul giro secco, dove pochi decimi possono fare una bella differenza.
Sabato abbiamo conquistato la quinta posizione in griglia.
Non era male, ma sapevo che per fare una bella Sprint sarebbe stato importante partire bene e restare subito con i primi.
Poi, naturalmente, ci si è messo anche il meteo.
Siamo partiti con la pista asciutta, ma a metà gara ha iniziato a piovere. E quando succede, con le slick e l’asfalto che comincia a bagnarsi, non è proprio il massimo del divertimento.
Devi capire quanto puoi spingere, dove puoi frenare e soprattutto quanto grip hai sotto le ruote.
All’inizio ho fatto qualche errore e ho perso terreno. Poi, giro dopo giro, sono riuscito a trovare un ritmo migliore e a recuperare, cercando di capire come stavano cambiando le condizioni anche guardando i piloti davanti.
P3, un altro podio nella Sprint, il settimo della stagione.
E considerando com’era andata, ero davvero contento.
Domenica, invece, è stata un’altra storia.
Sono partito quinto e per buona parte della gara sono rimasto in quarta posizione.
Ma non è stata una gara facile.
Anzi.
Ho faticato parecchio a mantenere il passo che avrei voluto. Cercavo di guidare pulito, di non stressare troppo le gomme, ma giro dopo giro diventava sempre più complicato.
Nel finale Ai è arrivato molto forte alle mie spalle e durante il sorpasso ci siamo anche toccati, facendomi perdere qualche metro.
Poco dopo ho commesso un piccolo errore, sono andato lungo e ho perso un’altra posizione.
Sesto.
Non era il risultato che volevo.
Dopo il podio del sabato speravo di fare meglio, ma questa volta non ne avevamo abbastanza.
Dispiace, perché quando lavori tanto durante tutto il weekend e poi non riesci a raccogliere quello che speravi, un po’ ti rode.
Però bisogna anche guardare le cose positive.
Abbiamo fatto passi avanti rispetto allo scorso anno, siamo saliti sul podio nella Sprint e abbiamo portato entrambe le Aprilia nelle prime sei posizioni della domenica.
E soprattutto abbiamo capito dove dobbiamo lavorare per migliorare.
Per quanto riguarda il Mondiale, io continuo a crederci.
Lo so che la situazione è complicata e che il distacco è importante. Ma se smettessi di crederci, che senso avrebbe andare alle gare?
Finché c’è una possibilità, anche piccola, bisogna provarci.
Al di là della classifica, voglio continuare a dare il massimo ogni volta che salgo sulla moto. Per me, per la squadra e per tutte le persone che lavorano ogni giorno per permetterci di essere competitivi.
E prima di chiudere, un pensiero speciale per Kimi.
Vederlo diventare campione del mondo di Formula 1 a soli vent’anni è stato fantastico. Ho seguito la gara dalla Malesia ed è stata davvero una bella emozione. La cosa che mi ha impressionato di più quest’anno è stata la tranquillità con cui ha affrontato tutta quella pressione, sempre con la spensieratezza e la serenità di un vero campione.
Sono davvero felice per lui. È un ragazzo fantastico e si merita tutto questo.
Grande Kimi, non vedo l’ora di abbracciarti!
Adesso si va in Qatar.
Non so esattamente cosa aspettarmi. Spero di faticare un po’ meno rispetto a Sepang, ma se così non fosse continueremo a lavorare con lo stesso atteggiamento.
Perché una cosa è sicura.
La voglia non manca.
Grazie a tutti i ragazzi della squadra, ad Aprilia e a tutte le persone che ci hanno sostenuto anche qui in Malesia.
Non si molla niente.
Ci vediamo in Qatar.