Phillip Island è una di quelle piste dove non vedi l’ora di tornare. È un circuito bellissimo, velocissimo, con delle curve incredibili. E poi c’è il vento, che qui non manca praticamente mai e che rende tutto ancora più complicato. Arrivavo in Australia dopo la vittoria di Mandalika, con tanta voglia di continuare a fare bene. Le sensazioni erano positive e sapevamo di poter essere competitivi. C’era anche un motivo in più per godersi questo weekend: sarebbe stata l’ultima volta della MotoGP a Phillip Island, prima del trasferimento ad Adelaide.
Insomma, ci tenevo a salutarla come si deve.
Venerdì siamo partiti bene. Quarto nelle FP1 e primo nelle Practice, nonostante una scivolata a curva 4 senza conseguenze. La moto mi piaceva, riuscivo a guidare come volevo e, anche con tutto quel vento, mi sentivo a mio agio. C’erano ancora alcune cose da sistemare, soprattutto per capire meglio il comportamento delle gomme, ma eravamo sulla strada giusta.
E non solo noi.
Quattro Aprilia nelle prime cinque posizioni delle Practice. Un altro bel segnale del lavoro che stiamo facendo tutti insieme. Poi è arrivato sabato. E, come spesso succede qui, il meteo ha deciso di complicarci un po’ la vita. In qualifica non sono riuscito a trovare il giro giusto. Sul bagnato ero competitivo, sull’asciutto anche, ma con quelle condizioni miste non sono riuscito a essere veloce come avrei voluto.
Nono.
Ero abbastanza arrabbiato, perché sapevo di avere il passo per partire più avanti.
Nella Sprint, poi, la partenza non è stata delle migliori. Mi sono ritrovato dodicesimo dopo il primo giro, con parecchie posizioni da recuperare.A quel punto c’era solo una cosa da fare.
Spingere.
Ho iniziato a recuperare, un sorpasso dopo l’altro, cercando di sfruttare il passo che avevamo. Mi sono divertito, perché quando riesci a guidare bene e a fare dei bei sorpassi è sempre una soddisfazione. Alla fine sono arrivato quarto, appena fuori dal podio. Una bella rimonta, anche se partire così indietro mi fa sempre girare un po’ le scatole. Però, considerando com’era cominciata, siamo riusciti a portare a casa un buon risultato.
Purtroppo, il sabato è stato segnato anche dalla brutta caduta di Jorge.Stava facendo una gran gara, lottando davanti, quando è caduto a curva 8. Mi è dispiaciuto tantissimo per lui, per la squadra e per tutta Aprilia. In un momento così importante del campionato, vedere un compagno farsi male non è mai bello. Gli mando un grande abbraccio e spero di rivederlo in pista il prima possibile. Per quanto riguarda il Mondiale, la situazione è ancora apertissima. Lo abbiamo visto tante volte quest’anno: può succedere davvero di tutto. Noi dobbiamo continuare a fare il nostro lavoro e cercare di sfruttare ogni occasione.
E domenica volevamo provarci.
Avevamo un buon passo, la moto funzionava e, nonostante il meteo promettesse una giornata complicata, ero pronto a dare tutto. Ma questa volta non abbiamo nemmeno avuto la possibilità di provarci. La pioggia e la scarsa visibilità hanno reso impossibile disputare la gara in sicurezza. Dopo aver aspettato e sperato che le condizioni migliorassero, è arrivata la decisione di cancellare il Gran Premio. Peccato. Soprattutto perché avevamo lavorato bene durante tutto il weekend e sentivo che avremmo potuto fare una bella gara.
Ma quando si parla di sicurezza non si scherza. Se non ci sono le condizioni per correre, bisogna accettarlo. Dispiace anche per tutti i tifosi che sono rimasti lì sotto la pioggia, aspettando fino all’ultimo di vederci correre.
E dispiace ancora di più pensando che questo era l’ultimo Gran Premio della MotoGP a Phillip Island. Una pista così avrebbe meritato un saluto diverso.
Alla fine abbiamo fatto un giro per salutare il pubblico. Non era certo quello che avremmo voluto, ma almeno abbiamo potuto ringraziare tutte le persone che erano venute a sostenerci.
Ci portiamo a casa un venerdì molto positivo, una bella rimonta nella Sprint e la consapevolezza di avere ancora una volta una moto competitiva.
Non è stato il weekend che speravamo, ma anche queste giornate fanno parte delle corse.
Grazie a tutti i ragazzi della squadra per il lavoro fatto, ad Aprilia e a tutte le persone che ci hanno sostenuto anche dall’altra parte del mondo.
E grazie Phillip Island.
È stato bello correre qui.