Dopo Misano l’Austria arrivava subito — e per una volta era una buona notizia. Dopo un errore è fondamentale tornare in sella il prima possibile.
Venerdì non è stato il migliore dei venerdì. Il ritmo non era male, ma non eravamo vicini a quelli davanti — Pedro, Jorge e Marc stavano girando su un altro livello. Non era una situazione semplice, ma il lavoro non si è fermato. Ho spulciato da tutti, ho cercato di vedere qualsiasi dettaglio sia della guida che della moto — non solo dai compagni di marca. Mi fumava la testa, letteralmente. Ma serviva.
Sabato nella Sprint Pedro stava dominando, a tre giri dalla fine è caduto e mi sono ritrovato sul podio. Terzo. Un podio fortunato — non lo nego — ma bisognava comunque essere lì. E ci eravamo.
Domenica è stata tutta un’altra storia.
Partenza forte, ritmo buono, e questa volta il podio me lo sono guadagnato. Ero competitivo fino all’ultimo giro, ho spinto come un matto, ho provato ad attaccare Jorge — e a due giri dalla fine ho fatto un errore alla curva 1 che mi ha tolto la possibilità di insidiarlo davvero. Peccato. Ma sono rimasto vicino a lui, e questo è stato davvero ottimo.
Sono contento. È sempre positivo fare un weekend con due podi. Devo cercare di tenere la lotta con Jorge e Marc viva fino alla fine — e lo farò. Di certo sarà dura, ma non è finita. Fisicamente non sono ancora al 100%, quindi sono davvero soddisfatto di come è andata.
Voglio ringraziare di cuore tutta l’Aprilia — hanno lavorato durissimo insieme a me per trovare il ritmo nel corso del weekend.
Si va avanti. Sempre.