Arrivavo a Brno con l’obiettivo di rifarmi dalla caduta dell’ultima gara. Venerdì era andato discretamente — buon feeling, davanti nel gruppo. Poi sabato è arrivata la Sprint, e con essa il momento peggiore della mia carriera.
A due giri dalla fine sono caduto alla curva 3. Uno dei marshal intervenuti per recuperare la moto ha toccato involontariamente il gas, facendo girare il motore a terra. In quel momento ho perso il controllo e ho avuto una reazione che non avrei mai dovuto avere.
Non c’è gara, frustrazione o adrenalina che possa giustificare quello che ho fatto. Lo so. E lo hanno stabilito anche i commissari, che mi hanno squalificato dalla gara della domenica. Aprilia ha presentato ricorso, ma è stato respinto, e abbiamo accettato la decisione senza ulteriori appelli.
La domenica mattina, prima del warm-up, sono andato di persona al posto del marshall coinvolto. Si chiama Ladislav. Lui ha capito lo stress del momento, e gliene sono grato. Ma questo non cambia quello che è successo.
Voglio porgere le mie scuse a tutta la comunità della MotoGP per il gesto che ho compiuto nei confronti del marshall a bordo pista. Mi dispiace anche perché so quanti impegni e sacrifici i marshall fanno per garantire la nostra sicurezza. Questi comportamenti non devono accadere e non hanno giustificazioni. Mi scuso con tutti, Aprilia Racing e i miei tifosi.
Adesso si lavora, si riflette, e si va avanti. Assen è la prossima tappa.