Ci sono weekend in cui i risultati contano meno del solito.
Questo è uno di quelli.
Barcellona non è andata bene sul piano della prestazione. Venerdì mi sentivo bene, settimo nelle pre-qualifiche, Q2 centrata. Poi sabato qualcosa si è rotto nel feeling con la moto. Caduta in qualifica, nono nella Sprint — non riuscivo a frenare forte, non riuscivo ad accelerare, non riuscivo a fare praticamente niente di veloce. Un weekend di sofferenza, senza spiegazioni facili.
Ma quello che è successo in gara ha messo tutto il resto in secondo piano.
Al giro 12 la KTM di Acosta ha perso potenza sul rettilineo. Alex Marquez non ha avuto nemmeno il tempo di reagire. L’impatto è stato violento, una di quelle cadute che ti ghiacciano il sangue. Bandiera rossa. Alex è stato portato in ospedale, cosciente. Diggia è rimasto in pista con la mano sinistra ferita da un detrito, e ha corso comunque fino alla fine — e ha vinto. Chapeau.
Alla seconda ripartenza, curva 1, Zarco ha perso il davanti e ha innescato una carambola. L’ho vista da vicino. È rimasto incastrato sotto le moto. Seconda bandiera rossa. Johann portato in ospedale.
Alla terza partenza ho cercato di gestire al meglio una situazione di gomme difficile, ho avuto anche un problema con la leva del freno, ho fatto qualche lungo. Quarto posto alla fine, dopo le penalità agli altri.
La classifica dice +15 su Jorge. Sul piano dei punti è andata bene. Ma onestamente la cosa importante è che Alex e Johann stiano bene. Tutto il resto — i punti, la classifica, i sorpassi mancati — passa in secondo piano. Siamo stati graziati. È il pensiero con cui sono tornato al box, e con cui chiudo questo weekend.
Tra due settimane c’è il Mugello. Casa. Non vedo l’ora di tornarci, anche perché questo weekend mi ha lasciato l’amaro in bocca sul piano della prestazione e ho voglia di rifarmi.
Ma prima di tutto — forza Alex, forza Johann.