Di solito i ringraziamenti si fanno alla fine. Questa volta li voglio fare subito.
Sono stati giorni difficili, molto difficili. Dopo la Germania ho dovuto fare due operazioni — la clavicola, che era una frattura complicata e la ripresa nei primi giorni è stata dura, e poi il ginocchio: quello che doveva essere una cosa semplice alla fine è stata più complessa, la ferita è stata riaperta e sistemata fino all’osso. Non è stato semplice, fisicamente e mentalmente.
Riuscire ad essere qui a Silverstone è stato possibile grazie a tante persone. Il prof. Porcellini e tutto il suo staff, il dottor Landi a Rimini per il ginocchio. Carlo, che non mi ha mai allenato così tanto e così intensamente. Vale, tutta l’Academy e Aprilia, che ci hanno creduto. E la mia famiglia, sempre. Grazie davvero a tutti — senza di voi non sarei stato in griglia.
Venerdì non vedevo l’ora di salire in moto. E forse si è visto — miglior tempo nelle pre-qualifiche, nuovo record della pista. Ma sapevo che il giro secco era una cosa, e che la gara sarebbe stata tutt’un’altra storia. Il fisico non era ancora al 100%, e infatti il sabato mattina in Q2 ho sofferto parecchio e non son riuscito a guidare come volevo.
La Sprint mi ha dato le risposte che cercavo. Buona partenza, buon ritmo, tantissima fatica dopo i primi giri ma alla fine un terzo posto che mi ha ripagato e mi ha anche emozionato.
Domenica mattina arrivo al nel warm up con fatica. La gara lunga è una incognita, so che il ritmo non sarà quello della sprint ma 20 giri a Silverstone non finiscono mai.
Parto bene, nei primi giri andavo forte, sentivo la moto, mi sentivo bene. Poi verso metà gara ho ceduto a Jorge, e ho iniziato a difendere il terzo posto da Alex Marquez. Gli ultimi giri sono stati una lotta vera — non avevo più forza, il dolore si faceva sentire, non ne avevo più. Ma non potevo mollare.
Non potevo mollare per tutto il lavoro che ha fatto la squadra. Per il mazzo che mi sono fatto quest’estate. Per tutte le persone che hanno sacrificato le loro vacanze per farmi tornare in pista.
Bandiera a scacchi. Terzo.
Sono contento, sono stanco. Non ce la faccio più. Però bello — ne è valsa la pena.
La volevo troppo, e quando vuoi troppo una cosa non molli. E fino alla fine non molleremo. Mai