Il primo weekend del mondiale al MotoGP non è mai semplice: tanto lavoro in inverno, tante aspettative… e la pista che ti mette subito alla prova.
Il Chang International Circuit non regala niente a nessuno. Se nei test le condizioni erano perfette, nel week end di gara è tutto molto più complicato.
Fin dalle FP1 avevamo fatto vedere che il potenziale c’era. Accesso diretto in Q2 da primo, pole position, ritmo buono, feeling positivo.
Poi nella Sprint un piccolo errore che mi è costato caro: qando sei sempre al limite, c’è una linea molto sottile tra essere un fenomeno o un coglione.
Ero amareggiato, inutile nasconderlo. Però dentro di me sapevo una cosa: quell’errore mi sarebbe servito. Nel warm up la domenica mattina arrivavo sempre al limite in quel punto e rischiavo troppo. Mi son detto “Marco, aspetta, respira un attimo, altrimenti facciam danni anche oggi”.
In gara arrivo bello carico e molto concentrato. Partenza molto buona,
Subito davanti. La mia Alba Rosa era fantastica: trazione, stabilità, risposta sempre pulita. Una moto che ti dà fiducia giro dopo giro.
Mi sono imposto una regola semplice: spingere quando serve, gestire quando conta. Nessuna fretta inutile. Nessuna sbavatura.
E da quel momento è stata una gara costruita metro dopo metro. In testa dal primo giro, ritmo costante, concentrazione massima.
Dopo la delusione del sabato, era la risposta che volevo dare a me stesso prima ancora che agli altri.
Il campionato è lunghissimo. Ma partire così ti dà energia.
E soprattutto ti ricorda che la differenza, a volte, sta tutta in un respiro in più.